Il Gel fotovoltaico

Spulciando nel sito de “La nuova ecologia” ecco che mi imbatto in una notizia interessante, si parla di un prodotto realizzato e brevettato dalla “Esco Energy”: il Gel Fotovoltaico. Questo particolare gel, da inserirsi tra i vetri doppi delle finestre dovrebbe avere funzione di isolante termico e soprattutto essere in grado di catturare i raggi solari per poi riconvertirli in corrente elettrica. Il responsabile della ricerca della Esco afferma che il costo di questo prodotto sia pari alla metà di un pannello fotovoltaico. Sembra accattivante anche la pruduzione che è stimata sui 100 watt/ora x metro quadro di superfice, anche se devo esser sincero si parla di impianti di circa 25 metri quadri per edifici di medie dimensioni… ok se costruiamo un nuovo appartamento con una facciata esposta al sole … ma rimango scettico sull’applicazione ( anche se possibile) di questo tipo di impianti ad edifici già esistenti… anche io voglio avere un appartamento con 25 metri quadri di finestre esposti al sole :9

Rimane comunque da sottolineare che questo prodotto sia un ulteriore passo avanti verso una produzione sempre più sostenibile di energia, sia dal punto di vista ambientale che economico da parte dell’installatore.

  1. lucyintheskywd
    ottobre 13, 2008 alle 2:09 pm

    Sicuramente le prospettive che si intravedono con l’utilizzo del gel fotovoltaico sono entusiasmanti;ma qualunque sia il materiale utilizzato come vettore,è comunque la scelta a favore di questa fonte alternativa a risultare vincente. Basti pensare che, in base a recenti studi, risulta che basterebbe rivestire di pannelli solari una superficie desertica di medie dimensioni per supplire al fabbisogno energetico dell’intero pianeta.

  2. alessandrochalambalakis
    ottobre 17, 2008 alle 11:44 am

    Sono assolutamente daccordo, la scelta vincente per il futuro sarà quella di adottare fonti di energia rinnovabile cercando di ridurre al minimo le emissioni dannose per l’ambiente in cui viviamo. Sicuramente il fotovoltaico non è l’unica strada, ma a mio avviso inizia ad essere una risposta concreta al nostro bisogno energetico. Fattore che non si deve trascurare è che son da tenere in considerazione anche i costi, non solo in termini energetici, ma quelli propriamente economici che dobbiamo affrontare per lo smaltimento di quel che resta delle fonti energetiche non rinnovabili. Negli ultimi mesi si è parlato molto di nucleare, oltretutto come fonte “sicura”, non voglio scendere nel merito della sicurezza anche perchè non ne sono un esperto. Tuttavia posso affermare che, soprattutto per quanto riguarda gli impianti a fissione, dobbiamo considerare oltre ai lunghi tempi e gli alti costi di costruzione degli impianti le spese che saranno da sostenere per lo smaltimento delle scorie radioattive. Questi tipi di materiali residui, emettendo delle radiazioni penetranti, sono molto radiotossici e richiedono dunque precauzioni nel trattamento di smaltimento e di conseguenza alte spese da sostenere, più adeguati luoghi di stoccaggio.

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